Nidificazione Sula a Porto Venere (SP)
In questa pagina raccolgo le osservazioni relative alla nidificazione di Sula bassana (morus bassanus) di Porto Venere (SP).
L'evento è incredibile poichè trattasi del primo evento nidificatorio in Italia per questa specie.
9:45 - 11:15
| Data | Meteo | Fascia oraria | Appunti |
| 22.05.2013 | Sereno | 18:30 - 19:45 | Presenti n. 2 esemplari di cui uno in cova e l'altro posato a pochi metri. Sono riuscito a riprendere il pullo. |
| 23.05.2013 | Sereno Ventoso Mare calmo |
16:00 - 17:30 |
Presenti le due sule, quella sulla barca di sx con abbozzo di nido e l’altra con il pulcino. Dalle 16 alle 17,10 nulla di particolare: la sula con il pulcino è tranquilla. L’altra ha tre /quattro rametti sulla parte di prua, li rigira spesso. Alle 17,10 compare una terza sula che arriva da direzione Tino: la sula “isterica” si agita si alza sulla barca, sembra richiamarla, quella sul nido rimane tranquilla. Poi la prima scende in mare e si invola verso l’ultima arrivata ed insieme sorvolano la zona con qualche passaggio. Sembra quasi che quella sia la coppia, invece poco dopo scendono insieme e la sula che era sulla barca vi ritorna mentre l’altra si posa accanto all’individuo con il pulcino. Rituali di saluto con “strofinamento dei becchi” e contatti con il collo per alcuni minuti, poi scambio delicato ed emozionante di posa sul pullo. A questo punto la sula che era sul pulcino, ora libera di muoversi sulla barca, si mette in postura con capo e becco puntati verso l’alto (sky pointing) e dopo alcuni minuti, dopo aver scosso le ali, scende in mare e si dirige verso il mare aperto. Non ho osservato un vero e proprio rigurgito ma visto l’esemplare arrivato dalla pesca che scuoteva la testa lateralmente, tremolio del gozzo e becco rivolto delicatamente verso il ventre (presumibilmente imbeccata) |
| 24.05.2013 | Sereno Ventoso Mare mosso |
17:00 - 18:45 |
Presente la sula singola che è rimasta sulla barca per circa un’ora, rigirando spesso con il becco un pezzo di rete e un rametto; è scesa in mare rimanendo nei pressi, è risalita dopo una decina di minuti ed infine dopo essere nuovamente scesa in mare, si è involata verso il largo alle ore 18,40. La sula con il pullo appare tranquilla, ogni tanto si sposta e si muove delicatamente e, in una sola occasione si è alzata per un’attimo consentendo di vedere il pulcino sicuramente vitale.Nel periodo di osservazione non è comparsa la terza sula. |
| 24.05.2013 | Sereno Ventoso Mare mosso |
18:40 - 20:00 | Presente solo l'esemplare in cova. Nulla da segnalare |
| 26.05.2013 | Sereno Leggera brezza Mare calmo |
10:30 - 12:00 | Presente la sula singola e quella in cova. Quest'ultima è rimasta per tutto il periodo d'osservazione sempre sul pulso senza particolari atteggiamenti o comportamenti. L'altra sula, presumibilmente l'esemplare definiremo "isterico" ha eseguito un comportamento particolare che sarà successivamente visibile nel VIDEO 1. In pratica l'esemplare è rimasto per circa un minuto con il becco rivolto al cielo e le ali parzialmente distese, dopodichè ha raccolto con il becco un pezzetto di legno sistemandolo sul falso nido, riposandosi poi nuovamente su di esso. |
| 27.05.2013 |
Sereno |
10:00 - 12:00 | Presente l'esemplare in cova e quello "isterico". Nulla da segnalare |
| 28.05.2013 |
Pioggia |
9:45 - 12:10 | Alle 9:45 presenti la coppia di sule di cui una sul nido in cova. Dopo blandi rituali, la sula non in cova si è tuffata in acqua in prossimità della barca, effettuando pulizia del piumaggio prima di prendere il volo in direzione SW. La sula "isterica" presente anch'essa sulla barca con abbozzo di nido. Alle ore 11:45, dopo breve volo, recuperava del materiale organico in mare depositandolo sull'abbozzo di nido. |
| 30.05.2013 | Sereno Mare calmo Vento SO |
15:00 - 16:00 | Presenti il solito individuo "isterico" oltre alla femmina nel nido. ad un certo punto da S.E. si e' avvicinato in volo il maschio della coppia che, dopo una breve evoluzione, si e' posato vicino alla sua femmina. a quel punto i due esemplari hanno cominciato a scambiarsi tenere effusioni, probabilmemte seguendo un iter preciso, fino a quando il maschio ha preso il posto della femmina posandosi delicatamente sul piccolo. il maschio, successivamente ha cercato subito di nutrire il pullo, mentre la femmina dopo 5-10 minuti di preparazione ha preso il volo verso S.E. verso la versilia. Nella mezz'ora successiva in cui sono rimasto sul posto, la Sula isterica ha cercato invana di portare altri elementi lignei al nido....invana perchè mobbata sistematicamente da gabbiani comuni. Il maschio al nido invece, ha cercato con il suo becco, quello del pullo nutrendolo almeno in 2-3 volte. VIDEO 2 |
| 31.05.2013 | Variabile Leggera brezza |
8:40 - 10:45 | Presente la sula "isterica", sempre in tentativo dsi aggiustare il nido in abbozzo. La sula con il pullo appare tranquilla. Si osserva un imbeccata alle 10:15 |
| 31.05.2013 |
Variabile |
11:15 - 13:30 |
Presenti due sule. Una (quella senza il pullo) su una barca ed una con il pullo sull’altra. Mancava il compagno probabilmente in cerca di cibo. Solo la sula senza pullo si è mossa in cerca di “rifiuti” (un pezzo di plastica pare) con il quale ha lavorato ulteriormente il suo nido. La sula con il pullo non ha mai abbandonato la barca. Non si è osservato il pullo. |
| 03.06.2013 | Pioggia Mare calmo Assenza vento |
9:45 - 11:15 | Presente la sula "isterica", sempre in tentativo dsi aggiustare il nido in abbozzo. La sula con il pullo appare tranquilla. Null'altro da segnalare |
| 04.06.2013 |
Sereno |
9:15 - 10:00 | Presente la sula "isterica", che avvicinata da un uomo su un altro natante (non per disturbo volontario ma per recarsi sulla propria imbarcazione) rimane immobile ed indifferente. L'altra sula sempre in cova rimane tranquilla mentre il pullo appare tranquillo, bello attivo e molto cresciuto. VIDEO 3 |
| 07.06.2013 |
Sereno |
17:30 - 19:00 | Presente la sula "isterica" fino alle ore 18.30 quando avvicinata da un altro natante in fase di approdo sulla boa vicina prende il volo in direzione "bocche". La sula al nido rimane tranquilla ed accudisce il pullo con una serie di gesti affettuosi. Il piccolo, che nel frattempo ha un piumaggio piu' bianco rispetto ai giorni scorsi (vedi foto relativa n. 4), alterna fasi di riposo assoluto a momenti in cui cerca con insistenza la madre. Non presente l'altro elemento della coppia, probabilmente in mare aperto alla ricerca di pesce. |
| 08.06.2013 |
Sereno |
8:25 - 9.50 | Quando sono arrivato c’era una Sula sulla barca denominata “Marino” ed un’altra sulla barca a vela denominata “Puka” che è adiacente l’imbarcazione col nido. Nessun adulto sul nido. Poco dopo, l’esemplare sulla barca “Puka” è sceso in acqua e la Sula sull’altra barca l’ha imitata. Hanno nuotato per un pochino tra le barche, poi verso le 8,35 una delle due si è involata in direzione di San Pietro. La seconda Sula l’ha seguita ma dopo poco hanno virato e sono tornate indietro. Purtroppo una delle due, credo quella che era sulla barca “Marino”, ha urtato il sartiame della barca “Puka” rovinando sul ponte della barca stessa e, nel tentativo di riprendere il volo anche contro il corrimano. Poi ha ripreso il volo allontanandosi, mentre l’altra è atterrata sul nido. Finché sono rimasto ad osservare questo esemplare non si è più mosso, mentre l’altra Sula non si è più fatta vedere. Ho osservato diverse volte il pulcino che ormai è completamente ricoperto di piumino bianco. Nel periodo di osservazione non è arrivata nessun altra Sula, non vi è stato alcun cambio di adulto sul nido e non ho osservato alcuna imbeccata. |
| 09.06.2013 |
Pioggia |
18:00 - 19:00 | Presente solo la sula in cova con il pullo. Situazione tranquilla. Assente la sula "isterica" in quanto sulla barca in cui ha tentato di nidificare sono stati posti oggetti atti ad impedire che essa riesca ad approdare sull'imbarcazione |
| 11.06.2013 |
Sereno |
17:30 - 19:00 | Presente la sula in cova con il pullo. Situazione tranquilla. Il piccolo ora ha il piumaggio completamente bianco (vedi foto relativa n. 5), appare cresciuto e nutrito. La sula "isterica" ha fatto più comparsate cercando l'approdo sulla "sua" barca, senza riuscirvi. Nell'arco di tempo d'osservazione ha compiuto 5-6 tentativi, anche ammarando. |
| 13.06.2013 |
Sereno |
19:00 - 21.00 | Presente una sula vicino al pullo. Arrivo alle 20:40 di due sule, di cui uno il genitore per il cambio in cova e l'altra "isterica". Atterraggio perfetto sulla barca del compagno/a con scambio di grandi convenevoli. La sula "isterica" fa alcuni tentativi a vuoto sulla sua barca, va via ma poi torna 5 minuti dopo e ammara. Partenza del compagno/a dopo il cambio alle 20:55. Il piccolo appare tranquillo e nutrito. |
Fotogallery
Foto n. 1 del 22.05.2013
Foto n. 2 del 30.05.2013
Foto n. 3 del 03.06.2013

Foto n. 4 del 07.06.2013
Foto n. 5 del 11.06.2013
VIDEO 1
VIDEO 2
VIDEO 3
Sula VIDEO 3 from carloalbertoconti on Vimeo.
La Val Ferret ed il Monte Bianco
Era la sera dello scorso Natale, quando Marika ed io decidemmo di aprire in anticipo i nostri relativi regali, per non disturbare la successiva mattinata ai nostri bimbi. Tra un pacchettino e l'altro, vedevo Marika un pò troppo sorridente....e mi prendeva in giro poichè non riuscivo a capire il significato dei suoi regalini...finchè, aprendo l'ultimo pacchettino trovai un bigliettino che mi pregava di andare al Mac e cercare una specifica cartella. La trovai e la aprii. Rimasi di stucco. Non ci credevo. Mi aveva regalato un Workshop di fotografia paesaggistica in Valle d'Aosta, con Mirko Sotgiu di Photofarm, per il 16-17 febbraio. Stupito ed incredulo scoppiai a piangere anche per le dolci parole che accompagnarono i vari regalini. Il tempo passò moooooolto lentamente, ma finalmente arrivò la data della partenza. Il WS prevedeva una ciaspolata dalla località di Plampincieux sino al rifugio Walter Bonatti (quota 2025 mt slm), con cena e pernottamento in rifugio, sveglia all'alba, ulteriore ciaspolata in quota e ritorno a casa. Durante le escursioni sarebbe stato possibile poi logicamente scattare fotografie. Scegliere l'attrezzatura in questi casi non è mai facile. Preferisco portarmi dietro qualche chiletto in più che tornare a casa senza uno scatto per l'assenza di un ottica. Quindi preparai lo zaino con la 1D Mark IV, 16-35 f2.8 prestato dal mio amico Mario, 24-105 f/4, 70-200 f/4 e un tele 100-400 f4.5/5.6 prestato dall'amico Marco. Il tutto era logicamente condito da carica batterie, telecomando di scatto remoto, cavalletto con la nuova testa dell'Arcaswiss. Poi venne il momento del resto dell'attrezzatura tecnica e del vestiario. Preparai un altro piccolo zainetto con guanti termici, ghette, ciaspole, bastoncini, calze e maglia di ricambio.
Partii da La Spezia alle 4.30 e giunsi a destinazione molto presto, circa le 8. Gli altri partecipanti al WS, con il quale si instaurò immediatamente un bel clima di amicizia, arrivarono puntuali all'appuntamento delle 10:00. Dopo un breve ma interessante briefing da parte della Guida Alpina Teodoro Bizzocchi sul pericolo valanghe e sull'uso dell'ARVA (di cui venimmo forniti), cominciammo l'ascesa verso il Bonatti. La prima parte del percorso fu molto agevole, camminammo per qualche km lungo le piste da fondo della Val Ferret, sotto uno splendido sole. Dopo la pausa pranzo, giunse il momento della vera ascesa......in fila indiana procedemmo lungo il sentiero innevato...non nascondo che il peso degli zaini si fece sentire parecchio, ma giungemmo al rifugio in tempo per scattare le prime foto poco prima dell'ora blu. Dopo essersi riscaldai un pochino accanto alla stube dello splendido rifugio, ed una cenetta valdostana doc, preparai l'attrezzatura fotografica assieme agli altri ragazzi. Esternamente la temperatura era di -16°C, ma lo scenario che avevamo dinnanzi agli occhi fece passare in secondo piano il gelo alle dita delle mani e piedi. Era incredibile. Avevo davanti a me il Monte Bianco, e la luna che splendeva nel cielo creava giochi di luci ed ombre lungo i canaloni del massiccio. Ero veramente felice, e pensai e ripensai al momento in cui Marika mi regalò questo sogno. Scattai parecchie foto, ma volevo portare a casa anche un immagine senza la luce della Luna. Quindi, nonostante fossi in piedi dalle 4.00 del mattino decisi di attendere il momento in cui la stessa tramontò dietro il Monte Bianco. Non appena la Luna ne passò lo sky-line e la luce nel cielo si affievolì, apparvero migliaia di stelle, sino a poco prima inesistenti. Era incredibile, un vero e proprio spettacolo della Natura. Provai diverse inquadrature con altrettanti tempi d'esposizione. Purtroppo lo scatto remoto mi abbandonò sul più bello, ma riuscì lo stesso ad ottenere gli scatti desiderati. Andai in branda soddisfatto. La nottata passò molto velocemente e giunse l'ora di svegliarsi per poter fotografare l'alba. Preparai anche la mia Go-Pro2 con settaggio time-lapse. Rimontato il cavalletto aspettammo l'alba. Era incredibile vedere come l'arrivo dei primi raggi di sole illuminava la vetta del Bianco, come a testimoniare l'imponenza della vetta. Il sole salì molto velocemente, facendomi scattare continuamente nuove immagini. Terminata l'alba e fatta un abbondante colazione, partimmo nuovamente per una divertente ciaspolata in quota alla ricerca di nuovi scorci panoramici. Presto però giunse l'ora però di rincamminarci verso valle, poichè ci attendevano 4-5 ore di ciaspolata con zaini da 25 kg e le gambe un pò più pesanti. Lungo la via del ritorno però, passo dopo passo, non potevo fare a meno di volgere lo sguardo verso quelle splendide ed imponenti cime del massiccio del Bianco, in cui nel corso di numerose avventure molti Uomini di montagna hanno trovato gloria e morte. Tornato a Plampincieux, salutati i ragazzi del WS e il bravo e simpatico Mirko Sotgiu, ed una volta salito in macchina non vedevo l'ora macinare i chilometri che mi dividevano dal riabbracciare i miei splendidi bimbi e da chi mi aveva regalato questa fantastica ed indimenticabile esperienza. Grazie Marika, ti amo!


Gli Zigoli delle Nevi (Plectrophenax nivalis) dell'Altopiano della Lessinia (VR)
Gli Zigoli delle Nevi (Plectrophenax nivalis) dell'Altopiano della Lessinia (VR)
Ogni Fotografo Naturalista è spinto dal desiderio di catturare splendide immagini con la propria reflex, ma anche dalla fame di conoscenza e approfondimento dei soggetti fotografabili, dalla voglia di osservarli nei loro habitat naturale e nei loro comportamenti, fattori che sono poi indispensabili per ottenere le migliori immagini, nel pieno rispetto dei nostri amici alati.
Anch'io, nel mio piccolo, sono così. Non importa quanti chilometri dovrò fare per l'osservazione e la ripresa di una determinata specie. Non mi importa il tempo, caldo o freddo che sia e tantomeno una levataccia mattutina. Non è un problema svegliarmi prima dell'alba, anche dopo un estenuante settimana di lavoro, quando molti, forse, se non spinti dalle mie stesse forti motivazioni, preferirebbero passare qualche ora in più sotto le coperte. Questa è la mia natura, il mio istinto, la mia più grande passione.....la mia vita.
La prima parte dell'inverno 2012-2013, qui nello spezzino, è stata caratterizzata da poco "movimento" sia nei classici capanni d'osservazione ornitologica sia nelle zone più interessanti, come le zone umide nei pressi del fiume Magra. Per tale motivo, verso metà gennaio, assieme agli amici fotografi concittadini Claudio, Marco, Stefania ed il genovese trapiantato in Appennino reggiano Giulio (chi più chi meno, frequentatori di JuzaForum) decidiamo di aumentare il nostro "raggio d'azione" preventivando qualche uscita fuori provincia alla ricerca di specie difficilmente osservabili in zona.
L'attenzione ricade su una specie che nessuno di noi aveva ancora fotografato, lo Zigolo delle Nevi (Plectrophenax nivalis, Linneo 1758). Questo piccolo uccello migratore (circa 17-18 centimetri) appartiene all'ordine dei Passeriformi ed alla famiglia degli Emberizidi. La particolarità di questa specie sta nel fatto che si riproduce durante la stagione estiva nelle zone di Scandinavia e Groenlandia, ma ama passare la stagione fredda lungo le più miti coste del nord della Francia, Belgio ed Olanda. Negli ultimi 7 anni, ossia da quando esistono statistiche specifiche, redatte dalle varie associazioni ornitologiche italiane, si sta osservando un incremento graduale e costante degli individui di Zigolo delle nevi che scelgono il "bel paese" per svernare. Si è passati infatti da circa 6-8 osservazioni dell'anno 2006 alle oltre 80-90 del 2013. Una delle mete preferite per la sosta invernale, causa anche la facilità di reperimento del cibo, associata a caratteristiche ambientali simili a quelle di provenienza, sembra essere il Nord della penisola, nei dintorni delle Prealpi Venete, più specificatamente negli stupendi scenari degli altopiani Veronese.
La nostra scelta cade proprio su queste zone. Diamo una veloce occhiata alla previsioni meteo e scegliamo una giornata infrasettimanale in cui è previsto bel tempo in modo da avere sia una buona luce ed evitare contestualmente l'eventuale affollamento delle decine e decine di turisti. Decidiamo quindi di partire di buon mattino alla volta del Parco Naturale Regionale della Lessinia. La località prescelta è la famosa Bocca di Selva, in comune di Boscochiesanuova, a pochi chilometri dal centro di Verona, meta molto nota e conosciuta sia da fotografi naturalisti che da birdwatchers. Lasciamo La Spezia alle 4.30, ed alle prime luci dell'alba (circa le 7.30-8.00), dopo un viaggio all'insegna delle risate e di due-tre caffè, siamo sul posto. Il paesaggio è splendido. Fa freddo, ed il sole ancora basso fa brillare i colli colmi di neve, mentre lo sguardo volto verso sud, si perde in un infinito orizzonte complice il denso strato di nebbia presente nella pianura Padana. Dal folto ed immenso manto nebbioso emergono, distanti, ma ben visibili, le vette del monte Cusna, Succiso, Casarola ed altri, costituenti la catena montuosa dell'Appennino Tosco-Emiliano....i luoghi in cui tutt'ora, ogni week-end mi precipito per "staccare" dal tram-tram quotidiano.
Parcheggiamo le auto nell'ampio piazzale. Non riusciamo nemmeno a finire di imbacuccarci a dovere contro il freddo pungente che un grosso stormo di piccoli volatili si va a posare a qualche decina di metri da noi. Uno sguardo veloce con il binocolo ci conferma che si tratta proprio di quello per cui eravamo partiti. Gli Zigoli delle nevi, uniti ad un folto gruppo di Fringuelli alpini (Montifringilla nivalis, Linneo, 1766). Sui nostri volti, quasi contestualmente, nasce un sorriso spontaneo, a trentadue denti. Nel frattempo due grossi Corvi imperiali (Corvus corax, Linneo 1758) ci sorvolano , scomparendo, poco dopo, dietro le cime innevate. Ci "armiamo" di reflex su cui sono montati i "grossi calibri" dei nostri teleobiettivi e dei pesanti ma fondamentali cavalletti e ci appostiamo in un area limitrofa al famoso Rifugio Bocca di Selva nei pressi dei volatili. Dapprima, questi, si dimostrano un poco diffidenti e nervosi, volando via spesso d'improvviso e concedendosi ai nostri obiettivi ad oltre 10-12 metri. Col passare del tempo però, reputandoci evidentemente "amici ed innocui", sia gli Zigoli che i Fringuelli, si fanno più confidenti, lasciandosi fotografare anche a pieno formato a 4-5 metri di distanza. Nel frattempo, altri amici fotografi provenienti dal Trentino e dalla Toscana ci raggiungono in postazione. Confesso, e non me ne vogliano i miei compagni d'avventura, che in alcuni momenti mi sono sentito un po' in imbarazzo. Sembrava di essere su qualche famoso red carpet in attesa che loro, gli uccelli, le vere e proprie Star si mostrassero in tutta la loro bellezza e perfezione. Per distinguermi dalla "massa", pensai che forse, sotto il profilo fotografico avrei dovuto osare un po' di più. Dopo aver ottenuto discrete immagini con soggetti statici nella prima parte della giornata, forse sarebbe stato opportuno dedicarmi solo ai soggetti in movimento? Il sole era oramai alto e causava ombre forti e zone troppo illuminate.......la tanto attesa pausa pranzo arrivò proprio a puntino Il piatto al formaggio Monte Veronese fuso assieme a polenta e funghi porcini dell'ottima cucina casalinga-tradizionale del Rifugio Bocca di Selva, mi ha ampiamente rifocillato delle calorie duramente spese in mattinata, sia a causa del freddo che dell'estremo sfruttamento del dito indice della mano destra ?. Le ore centrali della giornata passarono velocemente. Davanti a noi ancora poche ore di luce, tra cui la migliore, quella del tramonto. Tra una chiacchiera e l'altra mi accorsi che era giunto il momento di mettere in atto il piano diabolico pensato prima del lauto pranzo. Mi accorsi che anche altri fotografi cercavano di scattare immagini al volo, con risultati però non eccezionali. Pensai che sarebbe stato difficile. Il volo di questi passeriformi è spesso irregolare. Cambiano direzione continuamente. Ed anche se l'autofocus della mia Canon 1D Mark IV funziona alla grande, avrei dovuto tirar fuori il meglio di me. Apportai qualche modifica al set-up della reflex, al fine da ottenere tempi di scatto mai inferiori ad 1/4000, aumentando la sensibilità ISO. Non potevo scattare con un diaframma molto aperto, poiché con soggetti in movimento si rischia di non averli completamente a fuoco. Durante la mattinata inoltre, tra uno scatto e l'atro, riuscì a capire meglio quando un soggetto stava per spiccare il volo. Un noto ornitologo del parmense, un paio di anni prima, mi spiegò che gli uccelli danno chiari segnali dei loro comportamenti e che da un attenta osservazione delle loro movenze era possibile capirne, nel tempo, le intenzioni. Questa osservazione mi portò a comprendere che dopo un determinato movimento della parte superiore del busto, lo Zigolo avrebbe spiccato il volo. Fu così che riuscii ad immortalarli nella fase di stacco dal suolo. Ma volevo di più. Cogliere un Gabbiano o un Airone in volo è semplice; le dimensioni ed il volo lento e sinuoso certamente aiutano. Diverso è per questi passeriformi. A volte , nel mirino della reflex, il quadratino rosso di messa a fuoco è poco più piccolo del soggetto! Inoltre con il treppiede, anche disponendo di teste dal movimento estremamente fluido, non si riesce a seguirne perfettamente il volo. Quindi per nulla impensierito dal peso del tele (un 500mm f/4 L IS USM), della reflex e dell'intero Gitzo e Photoseiki (superiamo abbondantemente i dieci kg), cominciai a fotografare letteralmente in apnea, sollevando tutta l'attrezzatura dal suolo, riuscendo però a seguire le traiettorie di volo ed a scattare parecchie foto, grazie anche alla mia stazza da corazziere..... La curiosità di vedere le immagini ottenute era tanta...... ma già sul campo, attraverso il piccolo monitor LCD della reflex già si intuiva che le scelte sul set-up avevano dato i frutti sperati. Nel frattempo mi guardavo in giro e vedevo che gli altri fotografi, compresi i miei compagni di viaggio, cominciavano a scemare, abbandonando lentamente la "trincea". Si era fatto tardi, era giunta infatti l'ora del rientro. La luce era piatta ed anche gli Zigoli delle nevi ed i Fringuelli alpini erano volati verso i dormitori. Smontai l'attrezzatura e la caricai sull' auto, mentre il sole andava a calare dietro le vette Appenniniche. La strada verso casa era lunga. Durante il viaggio di ritorno pensai più volte alle emozioni provate nell'ammirare per la prima volta questi piccoli e vitalissimi amici, piccoli e grandi eroi. E' incredibile come il loro istinto di sopravvivenza li porti a compiere ogni sei mesi migliaia e migliaia di chilometri, da Nord a Sud e viceversa. E noi, che per prima cosa siamo grandi appassionati di natura, speriamo di contribuire con le nostre immagini a mostrarli ai più in tutto il loro incredibile splendore.
















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