E chi l’avrebbe mai detto! un regalo incredibile per i miei 40 anni da parte di Marika, mi porta al workshop fotografico di Alessandro Cantarelli e Marco Carotenuto in Tunisia, con lo scopo di immortalare lo splendore della via lattea nel buio del deserto. Dopo mesi e mesi di attesa, giunge momento della partenza, agoniata è dir poco vista la simbiosi che quotidianamente viviamo in famiglia. Ma il biglietto c’è, la valigia è pronta e via, con qualche lacrimuccia, si parte!
Con il resto dei compagni di viaggio, l’appuntamento è all’aeroporto di Roma Fiumicino per il volo Roma-Tunisi, della durata 1 ora circa. Sdoganamento dell’attrezzatura fotografica all’aeroporto Cartaghena? 7 ore circa. Benvenuti in Tunisia! Tecnologia indietro di 20 anni rispetto alla nostra, con stampanti ad aghi e pc dotati di potentissimi sistemi operativi all’avanguardia: Windos XP! Bhe come inizio non c’è male. Terminata la burocrazia, ci aspetta subito un 6 ore di viaggio verso Tozeur. Ci immergiamo nel caos controllato del traffico di Tunisi, dove bimbi di 8 anni guidano cinquantini, dove strade a 4 corsie diventano a 6 grazie ad automobilisti inferociti. Attorno a noi, sembra di tornare indietro nel tempo, dove per i primi 10 km, la strada è costeggiata da ammassi di costruzioni a due piani con appeso il bucato un po ovunque. Uscendo dalla città di Tunisi poi piano piano il paesaggio cambia, trasformandosi in un ampia campagna caratterizzata da splendidi uliveti. All’ingresso dell’autostrada, una cosa da noi inimmaginabile, sintomo di una civiltà completamente diversa dalla nostra: tra le varie corsie, diversi adolescenti slalomeggiano tra le auto, provano a vendere qualsiasi cosa….. dai pop corn appena sfornati da improbabili pentolami, ai grissini, a verdure e frutta fresca fatta a pezzetti! Dopo 150 km circa, usciamo dall’autostrada, proseguendo verso sud lungo una strada a doppia corsia, davvero ben tenuta. Mentre inizia a far sera, attraversiamo diversi paesi in cui non occorre tanto per capire quanto in realtà siamo fortunati. Bambini che giocano o talvolta lavorano a bordo strada assieme agli adulti, impegnati nel commercio di qualsiasi genere alimentare la terra produca: lumache, aglio, frutta, the’, verdura. Ma anche benzina di contrabbando. Poco fuori dai centri abitati, sempre caratterizzati da edifici a due piani talvolta ultimati, talvolta no, si trovano spesso pastori con i loro greggi di pecore.
È quasi buio, il paesaggio è vistosamente cambiato. Le piante d’ulivo disposte a filari, iniziano a sparire, per far spazio ad una pianura sempre piu arida. Arriviamo dopo qualche vicissitudine del viaggio in tarda notte all’hotel a Tozeur, la porta del Sahara. E’ tardi e siamo stanchi. Molto. Niente foto per stasera. Solo il letto, ce lo meritiamo. Una bella dormita, colazione, bagno in piscina e la mattina vola veloce sino all’ora di pranzo ed al successivo briefing tenuto da Marco ed Alessandro sull’uso dell’astro inseguitore. Due veri professionisti, attenti ai dettagli, chiari nelle spiegazioni e sempre disponibili!
Alle 16.30 si parte per la prima location fotografica. Con il nostro pulmino, percorriamo una lunga lingua nera d’asfalto che attraversa un’ampia zona desertica in cui l’occhio si perde tra una duna e l’altra. Arriviamo a Mos Espa, sito in cui vennero girate alcune epiche scene del film Star Wars, dove veniamo letteralmente presi d’assalto da ragazzini che, alla ricerca di qualche Dinaro, ti propongono foto con piccoli di Fennec. Dopo un breve tour all’interno della location, ci spostiamo poco lontano, dove ho per la prima volta in vita mia, il contatto con le dune desertiche! Attorno a noi, presi dalle prime concitate fasi di scatto, molti “driver” accompagnano i turisti in divertenti sali-scendi dalle dune sabbiose. Terminata la fase di scatto, rientriamo in albergo per la cena, per poi partire velocemente verso il lago salato di Chott el-Jerid, dove nei pressi di un vecchio bus abbandonato eseguiamo la prima sessione di scatto notturna. È uno spettacolo incredibile. Solo poche luci della strada limitrofa illuminano la zona, non è il buio totale, ma quasi. Le stelle sembrano essere li, a pochi centimetri da noi tanto che sembra davvero di poterle prendere allungando la mano. La cosa pazzesca è vederle sorgere lungo la linea d’orizzonte, cosa impensabile da noi, visto il forte inquinamento luminoso e l’umidità. Dopo una bella sessione fotografica, alle prese anche con astroinseguitore, rientriamo in hotel alle 4 del mattino! Il giorno seguente si parte alla volta di Camp Mars, vera meta del viaggio, in cui trascorreremo due notti. Procediamo ancora verso sud per diversi km, attraversando paesi in cui non è difficile capire la qualità della vita. Arriviamo a Douz per verso le 12, dove pranziamo in un hotel posto direttamente a confine con la zona desertica. Due fantastici Toyota con 650000 km alle spalle ci aspettano. Carichiamo assieme ai “driver” i bagagli sul tetto ed iniziamo a percorrere i 100 km di deserto che ci separano da Camp Mars. Si passa da infinite distese di solido terreno color ocra con piccoli cespugli (in cui ho avuto modo di osservare alcune specie di uccelli locali), a zone più sabbiose con vere e proprie dune, non molto alte a dire il vero, ma davvero divertenti da attraversare con un fuoristrada del genere! Lungo il tragitto ci fermiamo ad una piccola zona di sosta, in cui abbiamo modo di gustare un ottimo the’ e scambiare quattro chiacchere in un mezzo franco-italiano con il simpatico e disponibile gestore. Ripartiamo, e dopo un oretta circa, arriviamo al Campo. Il villaggio, completamente a destinazione turistica, sorge a ridosso di splendide dune desertiche alte anche oltre 30 metri, ed è costituito da una trentina di tende per gli ospiti ed una destinata a zona ristorazione, il tutto in vero stile tunisino. Dinnanzi a questa ampia tenda, una dozzina di sedie in paglia attornano un braciere in cui ogni sera viene acceso il fuoco e preparato un pane tradizionale sotto le ceneri. Un inserviente ci accompagna alle rispettive tende, al cui interno il pavimento è costiuito solo da tappeti e sono presenti solo letti, porta candele per l’illuminazione oltre ad un bagno a secco. Certo, non sono i soliti comfort a cui siamo abituati. Niente rete wi-fi, niente elettricità, niente segnale telefonico, niente di niente. Solo sabbia, stelle ed amici. Una vera occasione per staccare davvero dalla frenesia del tram tram quotidiano, un modo per riflettere su come sia diversa la vita, su quanto queste popolazioni si sappiano sapute adattare ad un contesto ambientale così duro e difficile. L’ora del tramonto si avvicina e cosi inizia la “scalata” alle dune! e che fatica! in alcuni punti la sabbia è consolidata, in altri ti ingloba i piedi rendendo l’avanzamento in salita davvero tosto! ma ne vale la pena, perché lo spettacolo è incredibile. Le texture che il vento scolpisce sulla sabbia sono mozzafiato, cosi come i giochi di ombra e luce che il sole ormai prossimo al tramonto crea. Tramonto che, fotograficamente parlando, ti mette in croce in quanto è di durata davvero ridotta e non ti permette di effettuare molte inquadrature. Servirà da esperienza per le prossime volte…..Occorre essere veloci e con un occhio pronto a catturare la giusta composizione dell’immagine. Detto fatto, è già ora blu, e sotto i consigli di Marco ed Alessandro, l’oramai affiatato gruppo continua l’approccio alla fotografia notturna. Andiamo a cena, dove a lume di candela ci viene servita un’ottimo menù tipico tunisino. Neache il tempo di digerire e ripartiamo sulle dune, questa volta nel buio totale. Lo spettacolo vissuto solamente la notte precendente nel lago salato, viene cancellato letteralmente. Sono le 23 circa e Giove si presenta davanti a noi come una palla luminosissima, mentre ad occhio nudo è possibile vedere Saturno oltre ovviamente ad una Via Lattea pazzesca, molto bassa sull’orizzonte! Che spettacolo ragazzi, un cielo terso, senza nuvole, che grazie a delle condizioni meteorologiche perfette mette ancora piu in risalto lo splendore della volta celeste. Montato l’astroinseguitore inizia la vera e propria “mission” del viaggio, ossia quella di immortalare l’arco galattico nel massimo del suo splendore! Verso le 3.00 una gialla luna sorge dalla linea d’orizzonte, piano piano salendo di quota inizia ad illuminare le dune sabbiose regalandoci un crepuscolo magico. Nel silenzio totale del deserto, rientro in tenda alle 4.30 assieme al compagno di merende Sandro Pascotto, stanchi, stanchissimi, ma esaltatati! L’indomani mattina vengo svegliato verso le 9.30 dal continuo canto dei passeriformi locali, degli splendidi esemplari di Monachella del Deserto. Vista l’ora e la temperatura, dopo la colazione, Alessandro e Marco ci regalano un interessante lezione di post produzione legata alla fotografia notturna. Dal montaggio delle panoramiche scattate per l’arco della Via Lattea, ci accorgiamo subito che addirittura, qualcuno ha immortalato un fenomeno raro e particolare denominato Air Glow, che simile all’aurora boreale, crea aloni verdi/blu/rossi nel cielo poco sopra la linea d’orizzonte. Dopo pranzo mentre alcuni riprendono con la post produzione, altri ne approfittano per riposarsi. Verso le 18, la truppa riparte per le vicine dune sabbiose, dove alcuni turisti orientali, giunti al Camp nella mattinata, si godono una gita sulle dune in sella ai dromedari. L’occasione è di quelle da non perdere e ne approfittiamo per eseguire qualche scatto interessante….. scatti poi eseguiti anche a tavola, quando a cena ci viene servito un altro ottimo menù locale con tanto di spezzatino di dromedario. Giusto il tempo di chiudere occhio una mezz’ora in vista della lunga nottata e via, e si riparte per l’ultima sessione di scatto nel deserto. Già prima di piazzare l’attrezzatura notiamo che il cielo è lievemente offuscato ed i primo scatti, con la Milky poco sopra l’orizzonte confermano la presenza di nuvole. Una brutta sorpresa. Ma mai perdersi d’animo, ed infatti verso le 2.00, mentre con la Via Lattea molto piu alta nel cielo, le nuvole d’improvviso spariscono, regalandoci un ulteriore finestra temporale di 1 ora e mezza per scattare ed astroinseguire! Stanchi, stremati e pieni di sabbia anche dove non batte il sole, rientriamo in tenta quasi alle 5.00! La mattina successiva è già tempo di rientrare, quasi 10 ore di viaggio ci separano da Tunisi, dove passeremo l’ultima notte prima del rientro in Italia. Un viaggio davvero intenso, emozionante, vissuto con un ottimo gruppo di fotografi, ma soprattutto di brave persone, simpatiche e cordiali con le quali, grazie anche alle enormi capacità di Alessandro e Marco, si è creata subito un grande clima di armonia e felicità! Alessandro e Marco riescono a trasmettere, attraverso una grande professionalità e carisma, il loro “metodo” fotografico, fatto di tanta ma tanta conoscenza, applicazione e capacità. Quanto alle mie emozioni bhe’, sarà impossibile dimenticarsi di quest’avventura fotografica. Sia per i momenti di “scatto” vissuti, ma soprattutto perché in ogni singolo istante, in ogni secondo non ho smesso di pensare a chi questa volta è rimasto a casa, ai miei bimbi ed a mia moglie che tanto amo. Marika tranquilla, questo viaggio, mi ha fatto capire che io senza di voi non sono nulla. Vi amo.